venerdì 13 gennaio 2012

Finalmente...eccolo! Dreamland Forest


Rigiro tra le mani Dreamland Forest, diventato finalmente un libro che profuma di carta e di imballo appena strappato (sì, letteralmente strappato, dal momento che la pazienza come per Alice, il personaggio a cui ho più voluto bene in Amailija, non è di certo la mia virtù). Guardo la bellissima copertina di Hadi, un artista indonesiano che secondo me promette grandissime cose e fa dei lavori stupendi. E rifletto sul fatto che da quando ho cominciato a scrivere, ho conosciuto persone davvero eccezionali, che fanno il proprio lavoro con passione, artisti di livello, che restano a contatto con la gente, disponibili, gentilissimi. Annie Bertram, autrice della cover di Amailija, Hadi per Dreamland, ma anche gli editori che ho avuto la fortuna di incontrare, Monica, di Anguana Edizioni, e Salvatore e Massimiliano Giordano di Nulla Die, la casa che si sta prendendo cura degli angeli di Dreamland. Credo che proprio il “non tirarsela”, l’essere gentili e il trattare con rispetto senza prima valutare il tuo profilo biografico e bibliografico, sia il principio cui mi affido per capire il grado di affinità con una persona. Oltre naturalmente a diffidare di chi non si lascia intenerire da un peloso (La bontà umana, in tutta la sua purezza e libertà, può venir fuori solo quando è rivolta verso chi non ha nessun potere. La vera prova morale dell'umanità, quella fondamentale, è rappresentata dall'atteggiamento verso chi è sottoposto al suo dominio: gli animali. Milan Kundera).

E mentre Amailija cammina, ammiccando di qua e di là dalle vetrine delle librerie e dalle pagine digitali, penso a tutte le persone che hanno lavorato a Dreamland e a tutte quelle che se ne stanno interessando o mi chiedono informazioni incuriosite. E che ringrazio di cuore.

Ho cominciato a scrivere questa storia due anni fa, mentre cercavo di scaricare la tensione per tutto ciò che accadeva attorno ad Amailija. È una storia che parla di angeli e creature dai poteri sovrannaturali, ma le loro domande, i loro dubbi -e i loro sentimenti- li rendono decisamente umani. Ho voluto che anche lo sfondo storico, un Alto Medioevo fatto di eserciti in guerra, tradimenti, lotte per il potere e voce di un desiderio di uniformità religiosa contro le pluralità pagane con risvolti cruenti e discutibili, desse una dimensione più reale e calasse i protagonisti in un contesto terreno.

È per questo che gli angeli di Dreamland non avranno le ali. Nè le avranno mai. Sono intrappolati in corpi ferini, senza più poteri, o costretti a reincarnarsi in un ciclo terribile che forse non avrà mai fine. Condannati a vagabondare in un mondo che odiano e adorano con la stessa intensità.

Non sono purtroppo le ali di un angelo a proteggerci dal male, dalla cattiveria. Dal dolore e dalle scelte. Ma c’è qualcosa di perversamente diabolico nel dubbio legato a ogni scelta. Qualcosa che continua a fare paura a molti. Perché il dubbio è ribellione, il dubbio è responsabilità, coraggio. Il dubbio è diabolicamente umano.

Come gli angeli e i demoni di Dremland.

2 commenti:

  1. Ciao! Complimenti per la tua pubblicazione. Volevo chiederti se ti va di essere intervistata da me per il mio blog "Due di cuori", se sì inviami la tua biografia e la sinossi del libro all'indirizzo mail: teredigaetano@gmail.com
    Così potrò prepararti le domande!!! Se è no, allora scusami se ti ho disturbata... come si suol dire... come non detto! In bocca a lupo per questo tuo nuovo libro!

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