sabato 11 febbraio 2012

I personaggi di Dreamland Forest





A poche settimane dalla presentazione bolzanina di Dreamland Forest, mi accorgo di averlo un po’tralasciato, ultimamente. E di non aver mai parlato dei suoi protagonisti. Ho pensato quindi potesse essere una buona idea dedicargli un post. Un post tutto per lui, perché si sa… i fratelli minori viaggiano sempre sulla scia dei maggiori…a indossare vestiti che ai primi sono diventati troppo corti o troppo stretti…a ereditarne amicizie, libri e cd.

Però Dreamland è molto differente dal fratello maggiore, Amailija. È differente l’ambientazione. Sono, soprattutto, differenti i protagonisti. Nessun corrispettivo “umano” in carne e ossa per loro, arrivano però da una foresta nascosta nel cuore di un monte che esiste davvero, Monte Sole. Una montagna della Val Venosta, che guarda l’antica strada romana, luogo e origine di una leggenda che la unisce a Venezia e di cui parlerò in un prossimo post (leggenda che sembrano conoscere tanto gli Altoatesini quanto i Veneziani, esattamente nelle stesse modalità dei fatti).

Questa la quarta di copertina

Cosa accade quando il tuo più mortale nemico condivide lo stesso tuo sangue, tanto simili da essere fratelli?

Simaril è un gatto, soltanto un cucciolo alle prese con una forma e un luogo che non gli appartengono. Ma la sua anima è antica di secoli e conosce un segreto che a nessun umano potrà mai essere svelato. E non è un caso se il suo vagabondare tra le ere lo porta in un villaggio nascosto al resto del mondo da un’impenetrabile foresta. Dove gli uomini adorano una strana, capricciosa Dea. Tra le ombre della foresta di sacre querce Simaril troverà una creatura preziosa, l’ultima della sua specie. Forze oscure, antiche come il mondo, sono sulle sue tracce. Forze che insinuano il dubbio e confondono le menti, nutrendosi di vite.

Soltanto una scelta potrà salvare il suo protetto. Ma come ogni scelta richiederà un sacrificio e un prezzo da pagare.

I protagonisti!

Simaril: un gatto facilmente irritabile e bisbeticamente irritante, sempre nel luogo giusto al momento sbagliato, forse perché non è esattamente il felino che ci si aspetterebbe che fosse. In realtà Simaril è un’anima antica, un’anima intrappolata. Suoi rivali e acerrimi nemici, i Saggi del villaggio, così simili a druidi, ma dall’aria più cattiva e meno rassicurante. Simaril “vanta” parentele piuttosto inquietanti che torneranno a fargli visita, dando il via a una corsa contro il tempo che lo vedrà protagonista di una lotta all’ultimo artiglio per salvare il suo protetto.

Iworin: una ragazza del villaggio nascosto nella foresta, dove si pratica una religione legata agli elementi della natura e retaggio delle antiche popolazione retiche e della loro dea Raetia. Iworin non crede nella Dea e guarda con sospetto alle antiche, superstiziose pratiche di quel popolo che ha allontanato lei e sua madre, Kadme, impedendo loro di vivere nel villaggio, per un motivo che non le è mai stato rivelato. Ma neppure la ribelle Iworin potrà permettersi di non sottostare alle leggi dei Saggi e, soprattutto, di valicare i limiti della foresta, attraversando le fredde acque del fiume.

Bejdì: be’, difficile dire chi sia Bejdì senza svelare la storia. “Era arrivato una fredda giornata d’inverno, improvviso e inaspettato come un raggio di sole dopo la tempesta. Le montagne innevate riecheggiavano ancora degli ululati affamati dei lupi e la neve scendeva candida e leggera da giorni e giorni. Tutto il mondo sembrava avvolto in una morbida lana che nascondeva ogni forma, ogni colore, lasciando la vista sospesa in una dimensione irreale e la mente soffocare in un pallore senza più distanze né punti di riferimento. Appena Kadme ed io avevamo messo il naso fuori dalla capanna, quella mattina, un vento gelido e insolente aveva colpito le nostre guance ancora intorpidite dal sonno. L’aria pungente si era fatta strada a fatica nei polmoni, graffiandoci la gola e ghiacciando il viso. Avevamo visto il bambino biondo e pallido uscire dalla foresta con i piedini scalzi, che affondavano nella neve. Indossava solo una tunica di cotone, troppo sdrucita e leggera per proteggerlo dalla morsa del gelo, ma tanto lunga da farlo inciampare. Si guardava intorno con quei suoi bellissimi occhi azzurri, così grandi e splendenti, e poi tornava a studiare la neve morbida sotto i suoi piedi, concentrato su ogni passo per non cadere.”

Erik: l’astuzia della volpe e la forza del leone (Machiavelli docet) fanno di Erik un soldato mercenario senza scrupoli e senza illusioni. Entrato all’improvviso nella vita di Iworin, la costringerà a una scelta difficile da cui non ci sarà ritorno.



E poi ci sono le pettegole donne del villaggio e gli ingenui uomini del Consiglio, principesse capricciose ed eserciti che scalpitano su cavalli addestrati a non arretrare mai, conti sospettosi e vassalli traditori…

(Foto: Alex Pettyfer;

Rosamund Pike;

James Franco.)

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