domenica 27 maggio 2012

Persefone


È finalmente online l’antologia di Diario dei Pensieri Persi! Dieci racconti e un componimento poetico dedicati al tema del risveglio, con la prefazione di Maila Tritto.
(Foto http://www.myspace.com/persefonexsiv/photos/40918231)
E, tra tante bravissime autrici, l’onore di aver potuto contribuire anch’io con “Persefone”.


[]
Le tornano in mente le parole della professoressa di lettere, la stupida favola di Ade e Persefone. E quella canzone…con il ritornello che fa – non ricorda tutta la strofa, ma è certa della melodia – “si muore un po’per poter vivere”.
Ade e Persefone.
Focalizza quell’immagine. Avrebbero potuto farci un film, tanto ormai fanno film su tutto, su qualunque genere di storia. Chi avrebbe potuto interpretare Ade…e Persefone?
Ade se lo figura bello, d’altronde è un dio, e Persefone è già stata abbastanza sfortunata a dover rinunciare al calore della madre e alle promesse del cielo. Chiusa in una tomba fredda. Se la immagina come un’eroina pallida – certo, abbiamo detto “chiusa in una tomba fredda” – che all’inizio deve aver odiato un ombroso, ma affascinante Ade, creatura dalle poche parole, ma dallo sguardo tagliente.
E poi, la magia.
Gli strizzacervelli l’avrebbero chiamata sindrome di Stoccolma, la vittima che si innamora dell’aguzzino. Anche se era certo più romantico pensare alla bella che scopre di amare la bestia. Ma si può davvero amare un mostro? Anche se ha le fattezze di un dio, se ti strega con un sorriso che per un attimo spalanca il cuore sospendendolo sull’abisso?
Lei ci era riuscita.  Era riuscita a innamorarsi del mostro.
Il suo Ade si chiamava Marco. Vent’anni, tre più dei suoi. E un volto spigoloso e impertinente.

Per  leggere tutto il racconto, clicca QUI

Nessun commento:

Posta un commento

Follow by Email