martedì 21 agosto 2012

Vlad III, Bolzano e un abate intraprendente


Dicevamo… cosa c’entra Bolzano con il conte Vlad III e cosa c’entra il conte Vlad con Falling down?!


Tutta colpa di un’ora buca a scuola (quante cose succedono durante le ore buche!)… in cui ho scoperto la storia nera e bizzarra di un personaggio di cui non sospettavo neppure l’esistenza.

La notizia

Padre Willibald Hopfgartner
Qualche anno fa un curioso e intraprendente abate della Chiesa dei Francescani di Bolzano, padre Willibald Hopfgartner, fece un’interessante scoperta. Come tradizione vuole, si trattava di una sepoltura a cui nessuno aveva fatto troppo caso fino a quel momento. Per la precisione, una pietra sepolcrale che reca incisa la testa di uro, simbolo della Moldova, ma anche del diavolo.
Ricerche storiche sembrano portare nella stessa direzione: lì sotto, in quello che fu il suo mausoleo, e di cui ora resta una cappella naturale, la Grotta di Lourdes, ci sarebbe Pietro V, der Lahme (lo Zoppo), pronipote di Vlad l’Impalatore.

 
La storia.

Petru Schiopul nasce nel 1537. Uomo di vasta cultura, amante della musica e conoscitore di molte lingue, sembra anche un’anima destinata a non trovare pace. Governa il suo Paese spalancando gli orizzonti culturali e intrattenendo rapporti con l’Inghilterra, Venezia e l’Impero Ottomano. Lungimirante e colto, non è certo un principe senza macchia. Si fa mano e artefice di una sanguinosa cacciata degli Ebrei – di cui si pentirà in seguito, per ragioni sconosciute agli storici – e perde tre volte il regno. 

Queste ultimi vicissitudini lo porteranno a peregrinare in lungo e in largo per le foreste e le città dell’Europa del XVI secolo con la compagnia della consorte Irini (sposata in seconde nozze), zingara a cui naturalmente la leggenda (fin qui si è parlato di storia) attribuisce pratiche e poteri da strega.


Il chiostro della Chiesa dei Francescani,
Bolzano
Si fermerà a Bolzano, città in cui finisce per caso e nella quale troverà sepoltura…dimenticato e sconosciuto fino al provvidenziale arrivo di padre Hopfgartner.







Falling down non parla di Dracula né di vampiri, ma di una discendenza che con il Principe ha qualcosa a che fare e di un potere che si perpetua nel segreto custodito dal suo sangue.


Dal prologo di Falling Down
(foto di Annie Bertram)

 Arrivarono di notte, i principi di Moldova.
Su carrozze che scivolavano veloci, trainate da maestosi arabi neri. Un vento gelido scendeva dalle aspre cime, gonfiando le criniere, strattonando i mantelli dei cocchieri per sbattere furente contro il legno.
Il paesaggio che si apriva oltre le strette finestre era così simile alla terra da cui provenivano. Alte montagne pungevano il cielo, nero e profondo come le foreste che scendevano lungo i pendii.
Irini, la zingara dalla pelle chiara, socchiuse gli occhi per ascoltare l’odore del vento. Nessun buon presagio, ma lei già sapeva. Avrebbero continuato a fuggire, braccati come topi, costretti a camuffarsi di tenebra per nascondere il loro segreto. Strinse la mano dell’amato consorte. Lui le sorrise, negli occhi il fuoco del lupo.




Tutta colpa dell’ora buca!

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