lunedì 20 febbraio 2012

Cani, ospiti e orologi


Inizio di settimana interessante e molto adrenalinico. Tante cose in ballo. In realtà per alcune vorrei avere un orologio da far scorrere veloce per trovarmi a riaccendere il computer lunedì prossimo e leggerle tutte in una volta, tutte d’un fiato.

Intanto spero di non morire per autocombustione domani mattina quando conoscerò una delle mie fotografe preferite. Mi accompagna Clippy (la mia cokerina bionda) mentre Flo (la nera) se ne starà a casa da nonna e zia. Cerchiamo di limitare i danni a ospiti e rispettive case…

Dita incrociate, novità in arrivo… ;)

mercoledì 15 febbraio 2012

sabato 11 febbraio 2012

I personaggi di Dreamland Forest





A poche settimane dalla presentazione bolzanina di Dreamland Forest, mi accorgo di averlo un po’tralasciato, ultimamente. E di non aver mai parlato dei suoi protagonisti. Ho pensato quindi potesse essere una buona idea dedicargli un post. Un post tutto per lui, perché si sa… i fratelli minori viaggiano sempre sulla scia dei maggiori…a indossare vestiti che ai primi sono diventati troppo corti o troppo stretti…a ereditarne amicizie, libri e cd.

Però Dreamland è molto differente dal fratello maggiore, Amailija. È differente l’ambientazione. Sono, soprattutto, differenti i protagonisti. Nessun corrispettivo “umano” in carne e ossa per loro, arrivano però da una foresta nascosta nel cuore di un monte che esiste davvero, Monte Sole. Una montagna della Val Venosta, che guarda l’antica strada romana, luogo e origine di una leggenda che la unisce a Venezia e di cui parlerò in un prossimo post (leggenda che sembrano conoscere tanto gli Altoatesini quanto i Veneziani, esattamente nelle stesse modalità dei fatti).

Questa la quarta di copertina

Cosa accade quando il tuo più mortale nemico condivide lo stesso tuo sangue, tanto simili da essere fratelli?

Simaril è un gatto, soltanto un cucciolo alle prese con una forma e un luogo che non gli appartengono. Ma la sua anima è antica di secoli e conosce un segreto che a nessun umano potrà mai essere svelato. E non è un caso se il suo vagabondare tra le ere lo porta in un villaggio nascosto al resto del mondo da un’impenetrabile foresta. Dove gli uomini adorano una strana, capricciosa Dea. Tra le ombre della foresta di sacre querce Simaril troverà una creatura preziosa, l’ultima della sua specie. Forze oscure, antiche come il mondo, sono sulle sue tracce. Forze che insinuano il dubbio e confondono le menti, nutrendosi di vite.

Soltanto una scelta potrà salvare il suo protetto. Ma come ogni scelta richiederà un sacrificio e un prezzo da pagare.

I protagonisti!

Simaril: un gatto facilmente irritabile e bisbeticamente irritante, sempre nel luogo giusto al momento sbagliato, forse perché non è esattamente il felino che ci si aspetterebbe che fosse. In realtà Simaril è un’anima antica, un’anima intrappolata. Suoi rivali e acerrimi nemici, i Saggi del villaggio, così simili a druidi, ma dall’aria più cattiva e meno rassicurante. Simaril “vanta” parentele piuttosto inquietanti che torneranno a fargli visita, dando il via a una corsa contro il tempo che lo vedrà protagonista di una lotta all’ultimo artiglio per salvare il suo protetto.

Iworin: una ragazza del villaggio nascosto nella foresta, dove si pratica una religione legata agli elementi della natura e retaggio delle antiche popolazione retiche e della loro dea Raetia. Iworin non crede nella Dea e guarda con sospetto alle antiche, superstiziose pratiche di quel popolo che ha allontanato lei e sua madre, Kadme, impedendo loro di vivere nel villaggio, per un motivo che non le è mai stato rivelato. Ma neppure la ribelle Iworin potrà permettersi di non sottostare alle leggi dei Saggi e, soprattutto, di valicare i limiti della foresta, attraversando le fredde acque del fiume.

Bejdì: be’, difficile dire chi sia Bejdì senza svelare la storia. “Era arrivato una fredda giornata d’inverno, improvviso e inaspettato come un raggio di sole dopo la tempesta. Le montagne innevate riecheggiavano ancora degli ululati affamati dei lupi e la neve scendeva candida e leggera da giorni e giorni. Tutto il mondo sembrava avvolto in una morbida lana che nascondeva ogni forma, ogni colore, lasciando la vista sospesa in una dimensione irreale e la mente soffocare in un pallore senza più distanze né punti di riferimento. Appena Kadme ed io avevamo messo il naso fuori dalla capanna, quella mattina, un vento gelido e insolente aveva colpito le nostre guance ancora intorpidite dal sonno. L’aria pungente si era fatta strada a fatica nei polmoni, graffiandoci la gola e ghiacciando il viso. Avevamo visto il bambino biondo e pallido uscire dalla foresta con i piedini scalzi, che affondavano nella neve. Indossava solo una tunica di cotone, troppo sdrucita e leggera per proteggerlo dalla morsa del gelo, ma tanto lunga da farlo inciampare. Si guardava intorno con quei suoi bellissimi occhi azzurri, così grandi e splendenti, e poi tornava a studiare la neve morbida sotto i suoi piedi, concentrato su ogni passo per non cadere.”

Erik: l’astuzia della volpe e la forza del leone (Machiavelli docet) fanno di Erik un soldato mercenario senza scrupoli e senza illusioni. Entrato all’improvviso nella vita di Iworin, la costringerà a una scelta difficile da cui non ci sarà ritorno.



E poi ci sono le pettegole donne del villaggio e gli ingenui uomini del Consiglio, principesse capricciose ed eserciti che scalpitano su cavalli addestrati a non arretrare mai, conti sospettosi e vassalli traditori…

(Foto: Alex Pettyfer;

Rosamund Pike;

James Franco.)

martedì 7 febbraio 2012

Stregatti...



Come ho ripetuto molte volte, sono davvero una frana a orientarmi nello spazio. E faccio fatica a immaginarmi luoghi di cui non conosca bene strade e odori. E così, ambientare il mio primo romanzo, Amailija, nella mia città è stata quasi un’esigenza. Oltre che un dovuto atto d’amore. Anche dietro i suoi personaggi si nascondono persone, nomi, volti e caratteri a me più o meno noti. Mi sono divertita a combinare fisionomie e temperamenti, esasperarli e, alla fine di tutto, mettere gli “originali” di fronte ai loro cloni in carta e inchiostro. Di seguito i commenti degli “originali” di due personaggi fondamentali della storia: Alice, la protagonista, e Matt, l’eterno amico.

Alice deve il suo nome a una mia alunna (già, insegno Lettere in una scuola media) e la sua reazione, quando ha scoperto di questo prestito, mi ha scaldato il cuore. Alice, quella vera, è fresca e irrefrenabile come il personaggio di Amailija. E le sue parole (per i maliziosi, preciso che all’uscita del libro non era più mia alunna, purtroppo) sono un simpatico e allegro fiume in piena.

Il secondo commento appartiene a Matteo, un reale amico della mia reale sorella, a cui ho rubato, come si può facilmente intuire anche dalla sua scrittura, non poche cose.

Li voglio ringraziare davvero di cuore. Alice, Matt, Christell (beh, lei ancora non lo sa, ma è la vera Rose) e tantissimi altri (che forse è meno opportuno citare…) per aver accettato il gioco con la sensibilità e la squisita gentilezza che ho sempre immaginato vi appartenesse.

Buonasera Profe...ho appena finito di leggere il libro..non ce l'ho fatta a resistere..sono rimasta tutto il pomeriggio a leggerlo...perché appena finivo un capitolo non ce la facevo a non leggere quello dopo..e così era con il capitolo successivo..e così è andata a finire che l'ho finito di leggere tutto in 1 giorno..!! Voleva sapere cosa ne pensavo, giusto..? Beh..mi creda..perchè parlo sul serio..nn riesco a trovare le parole per definirlo..! E' assolutamente stupendo..è una storia bellissima..che mi ha rapita dalla prima all'ultima parola, non c'è una cosa che non abbia letto nel libro..ho letto tutto..comprese le note, il profilo dell'autrice e l'indice..!! Mi è piaciuto talmente tanto che ho intenzione di leggerlo e rileggerlo finché non lo saprò a memoria..e poi rileggerlo ancora..non mi stancherò mai..!! Nella lista dei miei libri preferiti lo metto senza dubbio al primo posto diventando a tutti gli effetti il mio libro preferito..e penso ke di tutti i libri che leggerò in futuro mai nessuno riuscirà a rubare il primo posto a questo libro..!! E' una scrittrice bravissima..se mai un giorno mi verrà in mente di scrivere qualcosa voglio che sappia che sarà Lei il mio punto di riferimento..!! Spero che scriva altri libri in futuro..perchè se li scriverà e se verrò a sapere che li ha pubblicati correrò subito ad ordinarli con l'impazienza di leggerli..!! Riguardo a quello che mi ha scritto nel messaggio precedente volevo dirLe che non smetterò MAI di leggere..per quanto riguarda il fatto di scrivere invece c'è una frase che Lei una volta mi ha detto a scuola che mi è rimasta impressa nella mente.. Lei mi aveva detto: "Se un giorno ti venisse un'idea..una qualsiasi idea..tu buttala giù e scrivi..!!" Ho pensato molto a quella frase e ho deciso che se un giorno mi verrà un'idea seguirò il suo consiglio..però ora come ora non ho molta ispirazione..!! Infine volevo ringraziarla ancora una volta per il nome della protagonista del libro e per il complimento sul mio stile. Grazie davvero..è una cosa importante per me.. La saluto e Le auguro una fantastica carriera da scrittrice.

Alice

Salve Romina, noi non ci conosciamo eppure sarei pronto a scommettere di essermi rivisto tra le tue pagine, perlomeno in qualche riga. Effettivamente a scuola non seguivo molto le lezioni: ero troppo occupato nell’imparare a memoria tutte le capitali del mondo. E non solo, tengo a precisare! Fiumi, monti, deserti e laghi. Poi al liceo ho iniziato con le superfici di ogni singola nazione, le lingue, le religioni, il PIL. Verso gli anni della maturità sapevo riconoscere ogni angolo del globo attraverso un singolo centimetro quadrato di mappa del mio inseparabile atlante (regalo, questo, portatomi dall’Arabia Saudita da mio padre, personaggio mitico della mia infanzia, che tornava a recarci visita dagli sperduti e immensi cantieri di sale del deserto arabico orientale, suo datore di lavoro, all’incirca per 10 giorni all’anno).

Quindi, dicevo, negli anni della maturità sono passato allo studio dell’etimologia di ogni singolo punto del planisfero. Ad esempio, sapevi che in Messico esiste un paesino di nome ahuacatl, che lingua náhuatl (idioma che identifica più dialetti, tra cui l’azteco), significa aguacate, ovvero avocado, e che deve il suo nome alla forma di questo frutto il quale in sostanza si può tradurre con la parola testicolo? E cose così… Sono cose che ti segnano. Almeno per quanto riguarda tutti gli avocadi che mangerai poi nel corso della tua vita, per non dire altro.

All’università ho studiato geologia e ho potuto finalmente chiudere l’atlante e ascoltare le lezioni.

A parte questo lungo preambolo perfettamente inutile, ti confesso di aver iniziato con scetticismo il tuo libro. Mi capita sempre di essere scettico quando inizio il libro di uno scrittore contemporaneo e il tuo non faceva certo eccezione anzi… Castelli, ciondoli, maledizioni, maghe, tarocchi, anime in pena e quadri misteriosi. Il tutto ambientato a Merano. Sì sì, ero proprio scettico. Troppo facile scivolare nella banalità. Ma troppo banale giudicarlo senza averlo letto. Siffatti pensieri mi passavano per la testa il giorno in cui quella bell’anima dell’ Ylenia mi ha comunicato che il libro era finalmente andato alle stampe. Quindi per sicurezza l’ho comprato subito.

Caso vuole, era lunedì. Il primo giorno della mia unica settimana di ferie di quest’anno. Arrivato a casa circa a mezzogiorno, mi sono messo a preparare il ragù e, durante la cottura, ho iniziato a leggere. Quando ho tolto dal fuoco il mio ragù ero a pagina 60. Questo era già notevole, il romanzo mi stava piacendo.

C’è da dire che anche il mio ragù è parecchio notevole, senza nulla togliere alla tua opera…

Comunque, ero in ferie e il ragù era pronto. Ho preso lo scooter e sono andato a leggere tutto il pomeriggio a Castel Tirolo, sai su quelle panchine scure sulla terrazza davanti all’entrata del castello.

Non voglio farti leggere un libro anch’io, almeno non così, quindi cercherò di stringere…

Mi piace:

- Come riesci ad alternare Alice tra il sogno e la realtà, ad esempio, quando sviene e poi rinviene in bagno.

- La bellissima, semplice, completa e non impertinente forma che adoperi.

- L’ambientazione (contro ogni pronostico).

- Il castello con le luci dimenticate accese durante il temporale e l’invasione di locuste.

- Il neorealismo magico medioevale a cui hai dato vita!

A parte gli scherzi, la cosa più pregevole è proprio questa, non assomigli a nessuno. Credo sia la cosa più bella che possa dirti, ed è ciò che credo davvero e vuol essere tutto un elogio.

Non mi piace:

- Il conte in Ferrari. Proprio non mi va giù. Mi dispiace è più forte di me. Sarà perché io non ho una Ferrari

Mi è piaciuto moltissimo:

- I lupacchiotti di Kali che si stringono dietro la schiena di Hartiss colpito dalla freccia.

- Poi il romanzo entra nel vivo, acquista velocità e coinvolge, cosa assolutissimamente contro ogni previsione, ti assicuro che non ero predisposto in alcun modo a farmi prendere dal tuo libro. Considera che leggo quasi esclusivamente cose antecedenti a Dostoevskij…

- Però mi manca il finale Lo conservo per una sera speciale!

- Bello bello, quindi. Mi piace molto, mi ha dato molto e lo rileggerei volentieri. Grazie. Grazie mille.

- Non credo che tu abbia bisogno del parere e dei ringraziamenti di uno sconosciuto, ma in fondo, per quanto tutti questi artisti se la tirino tantissimo e ascoltino i commenti altrui sussurrandosi tra i denti “ma questo che cacchio si crede di essere per giudicare il mio capolavoro…”, forse in realtà fa sempre piacere sapere che ciò che abbiamo creato tra mille difficoltà, che ci ha accompagnato tra gioie e dolori per così tanto tempo, e che conserva al suo interno quella parte di noi che doveva seriamente prender vita… l’abbia vissuto anche qualcun altro, capace di coglierne le sensazioni che forse noi stessi, così distratti dalle sfuggenti ombre che ci accompagnano, a volte benevoli e protettive, altre volte meno, non riusciamo ancora del tutto a comprendere.

- Non vedo l’ora che esca il secondo…

Matteo

domenica 5 febbraio 2012

Segnalazione!


Una bellissima segnalazione per Amailija e Dreamland Forest sul blog BostonianLibrary!
E che graficaaa!
Grazie di cuore

sabato 4 febbraio 2012

Musica musica musicaaa


Poche cose sono immediate come una canzone, ci catapultano in modo così semplice e istantaneo in un’atmosfera, muovendo il cuore secondo i battiti di un’emozione. Come quando vai a un concerto e la musica sembra scorrere sotto la pelle, dai piedi fin su al cervello, e tu ne diventi cassa di risonanza.

Le canzoni raccontano storie e, a volte, servono per raccontarne delle altre. Soprattutto se si conosce sufficientemente male l’inglese da inventarsi i testi…

Alcune delle canzoni che accompagnano Amailija e i suoi personaggi sono espressamente citate nel testo insieme con le strofe che rimbalzano nella mente di Alice e parlano per lei raccontandone stati d’animo ed emozioni. Altre fanno semplicemente da sfondo, ma non hanno un nome. Ecco la playlist!

Playlist di Amailija:

Blue October, Into the Ocean

Jack’s Mannequin, Dark Blue

The Beatles, Across the Universe

Tom Petty, Last Dance with Mary Jane

Patrick Wolf, Wind in the Wires

Pixies, Where is my mind

Arcade Fire, Wake Up

Colllective Soul, After All

Dreamland Forest è nato in realtà ascoltando un’unica canzone e, vista l’ambientazione, non poteva che essere di Enya. Ma il finale è tutto dei Rolling Stones! Wild Horses è un po’come Bejdì e come il mondo di Dreamland, che scivola via ai suoi protagonisti, lasciando la nostalgia di un sogno. Un po’ come un amore che non può essere imbrigliato o costretto a restare. Ma che continuiamo a portare nel cuore.

Playlist di Dreamland Forest:

Enya Wild Child

Garj Jules Mad World

Guns N'Roses Sympathy for the Devil

Rolling Stones Wild Horses


Racconto Sasso del Diavolo

Ca Plane Pur Moi,

dalla colonna sonora di 127 Hours, un film che mi ha costretto a guardare la mia sorellina e che, a parte un notevole James Franco, ha una colonna sonora stupenda. È una canzone veloce e con un ritornello semplice e orecchiabile di Plastic Bertrand (conosciuto, nella versione originale, probabilmente solo da mia madre). Perfetto per introdurre un racconto che inizia con la leggerezza di una gita in montagna e finisce con streghe e magia nera ;)

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