sabato 24 marzo 2012

A caccia!


Mattina a caccia! Naturalmente di…castelli.

Sotto un sole già caldissimo ma che ora, mentre scrivo, sembra fare i capricci (la primavera da noi è così), siamo andate alla ricerca della cornice per la prossima presentazione di Dreamland Forest. Data ancora da fissare, ma sicuramente a fine aprile. Restano le letture da organizzare, email da scrivere e risposte da aspettare con le dita incrociate, musicisti da invitare…praticamente tutto…quindi, come ogni avventura appena cominciata, siamo al massimo dell’eccitazione.

E soprattutto, abbiamo un dove: il meraviglioso Castel Kallmuenz di Merano!



Grazie a Giorgia. Passa il tempo, passa tutto il resto, ma ho come l’impressione che noi siamo ancora sedute su quella panchina a chiacchierare con la vecchia Antonietta mentre sfascia cassette di legna.

E grazie a Isabella: ottimo segno incontrarci per caso questa mattina!

lunedì 19 marzo 2012

Cosa c’entrano i Lama? …con Woody Allen e Dreamland Forest…

Woody Allen, Non ho mai creduto che la bellezza fosse anche la verità, mai. Ho sempre creduto che la gente non possa sopportare troppo la realtà. Io amo vivere nel mondo di Ingmar Bergman. O in quello di Louis Armstrong. O in quello dei New York Knicks. Purché non si tratti di questo mondo.

È così. Ne sono profondamente convinta. E non si tratta di nascondere la testa sotto la sabbia o di essere superficiali, ridicoli sognatori, spocchiosi esteti…

Nella realtà ci siamo immersi, dalla testa ai piedi. Ci sopravviviamo, in questa realtà. Ci facciamo i conti ogni giorno, da quando suona la sveglia all’ora di saldare le bollette. E siamo bravi, dannatamente bravi. Ma abbiamo bisogno di un salvagente, a volte, e lasciare che la mente spazi in altri mondi e in altri luoghi, viva altre vite. Perché una sola forse non basta (per questo amo i libri, i film, la musica). E perché c’è qualcosa, dentro ognuno di noi, che non ci fa sentire piccoli di fronte alla vastità del mare, ma in grado di abbracciare quell’immensità perché ci appartiene (parafrasando Rainer Maria Rilke - ho pensato per tutti gli anni delle superiori che fosse una donna…caspita, si chiamava Maria!)

Però i mondi si alimentano e trovano forza creatrice l’uno dall’altro, infettandosi a vicenda della loro cancrena o, viceversa, salvandosene miracolosamente.

Cosa c’entra tutto questo con Dreamland Forest e con i Lama?

C’entra un bambino, in realtà. Molto simile alla piccola Isister, la bambina prescelta in Dreamland, colei che dovrà succedere alla Sacerdotessa e che, in cambio del sapere e del potere di comunicare con gli dei, dovrà rinunciare alla sua vita “umana”, che altro non è se non la protezione di tutti quegli affetti che costituiscono il nostro piccolo, ma non per questo scontato mondo di esseri umani.

Il mistero centrale del romanzo ruota attorno alla sua improvvisa e oscura scomparsa, di cui verranno accusati di volta in volta personaggi “scomodi” al villaggio, capri espiatori che però affileranno gli artigli e sapranno come difendersi.

Il personaggio di Isister è anche l’anello di congiunzione con un’attualità di cui si sente poco parlare. Se avremmo la curiosità e la voglia di un rapidissimo viaggio attraverso lo spazio e il tempo. Un viaggio di quelli che solo la nostra mente desiderosa del sogno e imbevuta di realtà può consentirci.

Si chiama Panchen Lama. Il suo nome vuol dire “alto erudito”. Per secoli la sua figura, seconda per autorità soltanto a quella del Dalai Lama, ha guidato il Tibet. Ma il suo non è un potere politico o civile. È qualcosa di intimo e indefinibile, magico come lo è ogni pensiero che si elevi a concetti per noi incomprensibili come la morte.

È lui, infatti, a vedere il filo che lega le infinite reincarnazioni dei Lama, attraverso i secoli e lo spazio. Nelle sue mani è racchiuso un potere enorme, quello di svelare il nome della prossima reincarnazione del Dalai Lama.

Nella realtà delle cose, che confonde e illumina di mille sfumature, è un bambino. Un bambino che aveva soltanto sei anni quando fu arrestato dall’esercito cinese, durante l’invasione del Tibet nel 1995. Il più giovane prigioniero politico al mondo. Un triste primato. Da allora non si hanno più notizie del piccolo Choeky, scomparso insieme ai suoi genitori. Se davvero fosse vivo, attualmente ci sarebbero paradossalmente due Panchen Lama: uno scelto dai Tibetani nel seno di un’antichissima tradizione, l’altro imposto dal regime cinese e imbevuto degli ideali del partito. E, di conseguenza, due nomi. Uno dei quali, forse, troppo scomodo per poter essere mai pronunciato.

Questa storia mi ha colpito molto. Mi colpisce la disperata e orgogliosa fiducia di un popolo nella sopravvivenza dopo la morte, in un ciclo di infinite trasmigrazioni dell’anima e nel potere di uomini capaci di scorgere, ben oltre le umane possibilità, i fili invisibili del destino. E mi colpisce la storia di un bambino con una responsabilità troppo grande. Un bambino “magico” che purtroppo non è soltanto il pretesto per un fantasy ambientato in un mondo e in un tempo così lontani.

Dreamland dà la sua personale interpretazione di questo “mistero” e la sua spiegazione. Una spiegazione che disorienta, poco fantasy, un tonfo sordo nella realtà delle ultime notizie.

domenica 11 marzo 2012

Elogio alla Follia


Sveglia presto questa mattina (per non perdere il ritmo…), giretto con Clippy e Flora per i campi, sotto un sole che schiarisce piano un cielo che promette bene. E poi di corsa qui per sfruttare le ore che preferisco per scrivere (non è vero…sono già in ritardo…)

Sira, un’elfa bellissima, dalle mostruose iridi nere che riempiono il cristallino, vorrebbe sapere come finisce la sua chiacchierata e, soprattutto, quale sia questo “segreto” che il suo personaggio sa di sapere, ma che ancora la penna non ha scritto.

Però dovrà attendere un pochino. Ho appena visto una foto, sul mio desktop incasinato, così il pensiero torna a venerdì sera e io apro un nuovo file (con nelle orecchie Present Sprawl degli Arcade Fire...anche perché casa mia è a un tratto molto rumorosa- sì, già alle 8.18 di domenica mattina- e io ho bisogno di concentrarmi per dare spazio e colore ai ricordi). Dreamland Forest è stato presentato per la prima volta a Bolzano: il minore porta a spasso il fratellone e così anche Amailija ha avuto i suoi attimi di gloria.







Abbiamo fatto il pieno! Per la gioia dell’organizzatrice di tutti i miei eventi, Gio. Volti amici, carissimi colleghi – sorpresa ritrovarli così numerosi e con sorrisi splendidi, una vera emozione. E poi facce nuove, incuriosite dalle storie, dalle copertine, ammaliati dalla caldissima voce di Isabella che dà suono e vita a Bejdì, Iworin, Erik.

Grazie a Oliviero. Ma dove lo troverei un altro cantastorie così?

A Vere, la fotografa di tutta la serata e mio sostegno da sempre.

A Luca, Maurizio, Yle… e a tutti quelli che hanno ascoltato, commentato, sorriso, che si sono lasciati incuriosire, divertire, che amano i libri e che non hanno bisogno di biglietti o aerei per viaggiare in altri luoghi. Per viaggiare nel tempo.

Con il giusto pizzico di follia, naturalmente, che ingarbuglia piani, sogni, realtà.

Osservate con quanta previdenza la natura, madre del genere umano, ebbe cura di spargere ovunque un pizzico di follia. Infuse nell’uomo più passione che ragione perché fosse tutto meno triste. Se i mortali si guardassero da qualsiasi rapporto con la saggezza, la vecchiaia neppure ci sarebbe. Se solo fossero più fatui, allegri e dissennati godrebbero felici di un’eterna giovinezza. La vita umana non è altro che un gioco della Follia.

Erasmo da Rotterdam, Elogio della Follia

martedì 6 marzo 2012

venerdì 2 marzo 2012

Rospi!




Buone notizie! I lavori su Falling Down sono appena cominciati. Oggi ho conosciuto l’Editor che mi affiancherà. Un angelo custode, questa volta in carne e ossa, pronto a prendersi cura di Tamiel, Bejdì e di mezza dozzina di demoni decisamente mooolto arrabbiati. Quindi…rimbocchiamoci le maniche e prepariamoci a baciare il rospo, sperando si trasformi in un principotto!

E poi e poi… abbiamo da poco salutato la Svizzera e Annie Bertram. Si ricorderanno di noi…soprattutto delle chiacchiere di Clippy e dei suoi assalti alla tavola (ok, anche a casa pranzi e cene si svolgono con sette cani affamati che girano in tondo come squali bianchi, ma lì abbiamo dato davvero spettacolo tra sguardi languidi, zampette e lingue un po’ troppo lunghe).

MA, regola confermata: gli artisti non se la tirano e non devono per forza avere una vita alla Baudealaire o entrare nel club dei 27 per risvegliare la curiosità. Annie è dolcissima, riservata. Ha un modo di parlare caldo e rassicurante.

E l'imbarazzo è stato vinto dopo i primi attimi (non ho contribuito a illuminare la sala con il mio colorito rosso vergogna).

Questa è la foto che preferisco. Ma le conserverò tutte, magnifiche non solo per come sono, ma per quello che rappresentano e per i ricordi che custodiscono.

Lei arriverà presto in Italia per visitare location spettrali e inquietanti che anch’io ho scoperto soltanto grazie a lei.

La terrò d’occhio, naturalmente.

Ecco qua, incrociamo le dita e torniamo a lavorare.

C’è la presentazione di Dreamland Forest a Bolzano con la mitica squadra di supporto (venerdì 9 marzo alla libreria Ubik di Bolzano, ore 18. Mi accompagneranno il mio cantastorie Oliviero -espertissimo di streghe, leggende e tutte le altre cose che piacciono a me, Isabella-The Voice, la lettrice del gruppo e Gio, la mia grafica-p.r.-ufficio stampa-supporto. )

E poi ci sono altre, altre idee da non far scappare.

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