martedì 15 luglio 2014

"cos'è un ricordo?"


“Cos’è un ricordo?
Qualcosa che abbiamo o qualcosa che abbiamo perduto per sempre?”
W.Allen


Sarà che ho appena visto Blue Jasmine di W.Allen (bellissimo, geniale, come sempre sono affascinata dalla capacità di questo artista di creare meccanismi narrativi perfetti, che ti conducono con leggerezza verso profondità e realtà grottesche), sarà che da questo pensiero è nato il racconto “Sirene” che mi porto ancora un po’dentro, sarà forse l’estate con la sua malinconia, tempo di partenze, di ritorni, di cose lasciate e ritrovate.

Ieri, con un amico, si rifletteva sulle scelte, quelle deviazioni consapevoli che forzano la tua vita in un punto piuttosto che in un altro. Beh, ci vuole coraggio, lo stesso che viene dalla percezione che in quegli attimi ci sei soltanto tu, è la tua responsabilità, è la tua capacità di conoscerti e cercare la felicità. Ma quante cose lasciate, su questa strada. Persone, frammenti di vita, esperienze che non servirà voltarsi indietro per rivedere. Perché ormai sono dentro di te, fibra del tuo sentire, piccoli specchi in cui per sempre si rifletterà il tuo modo di guardare il mondo. Non li chiamerò mai sbagli né successi. Non più di quanto possa essere “giusta” o “sbagliata” io. È forse la mia incapacità di “partire” davvero. E tutto assomiglia più a un cerchio in cui il nuovo si mescola al vecchio, si confonde, e in questa confusione, come sempre dal Caos, si delinea il mio reale.

Ci sono persone alle quali devo moltissimo, che porterò con me per sempre, ci sono frasi, discussioni, insegnamenti che tengo gelosamente. E a volte mi sembra di parlare ancora con loro. Continuano a guidarmi, a sussurrare nelle orecchie, a chiacchierare tra di loro.

Credo che, in fondo, non si perda nulla.
Non nel senso più profondo del termine.

Diventa altro, ti trasforma e si trasforma con te. E io sono molto orgogliosa di ogni istante e grata a tutti i miei amici, a tutte le persone che mi hanno accompagnata fino a qui, a chi ancora è vicino a me.















Intanto La Medusa ha visto la sua prima presentazione meranese e sono davvero felice di com’è stata accolta. Di tutti i commenti. Delle parole di chi è entrato nel suo mondo.
























E nuovi progetti prendono lentamente corpo. Pescano da quell’oceano in cui “il vecchio si mescola con il nuovo”. In attesa di diventare altro.
Grazie a chi, pazzo come me (forse di più), mi ha coinvolto in una bellissima sfida.

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